IMPOSTA REGISTRO INTERPRETAZIONE DEGLI ATTI

Ha costituito oggetto di un lungo dibattito la questione dei limiti entro i quali l’ Agenzia delle entrate può riqualificare un atto sottoposto a registrazione, se cioè debba limitarsi a rilevare i contenuti testuali dell’ atto, o se possa anche considerare elementi extratestuali.

La prevalente giurisprudenza anche di Cassazione e l’ Agenzia delle entrate erano orientate nel senso che l’attività di  controllo potesse avvenire anche considerando elementi estranei all’ atto; la dottrina prevalente e parte della giurisprudenza, soprattutto di merito, propendevano invece per l’interpretazione più restrittiva.

La legge 205/2017 ha modificato il testo dell’ art. 20 del d.p.r. 131/1986 che disciplina la materia, precisando che l’imposta è applicata secondo la natura dell’ atto, sulla base degli elementi desumibili dall’ atto medesimo, prescindendo da quelli extracontrattuali e dagli atti ad esso collegati. Intento della modifica, espresso nella relazione illustrativa, era quello di dirimere il contrasto in relazione a detto art. 20.

Nei fatti, tuttavia, l’intendimento non è stato raggiunto, in quanto si è posta la questione se la norma avesse natura interpretativa della precedente o innovativa, e nel primo caso si sarebbe potuta applicare anche agli atti anteriori alla sua entrata in vigore ed alle liti pendenti, salvi gli effetti del giudicato.

La Cassazione, già a ridosso dell’entrata in vigore della nuova norma e con successive pronunce conformi, ha affermato la sua natura innovativa e l’applicabilità solo per gli atti successivi. L’ Agenzia delle entrate ha ugualmente affermato la natura innovativa della norma, ma ne ha riconosciuto l’applicabilità agli atti per i quali l’attività di controllo fosse successiva alla sua entrata in vigore, indipendentemente dalla data dell’ atto.

Il legislatore è quindi nuovamente tornato sull’ argomento e nella legge di Bilancio 2019 ha espressamente attribuito natura di norma di interpretazione autentica alla norma introdotta con la legge 205/2017.

Auguriamoci che in tal modo si sia posto fine alla querelle e che sia riconosciuta l’applicabilità dell’ art. 20 nel testo modificato anche per gli atti anteriori alla sua entrata in vigore ed alle liti pendenti.